. E questa Sera mi chiedo se ancora, ogni tanto, passi di Qui.
Ti ricordi?

Recidere ogni Collegamento che va da quel Muscolo orribile chiamato Cuore - stupidamente inteso come Centro nevralgico di Nascita e Sviluppo dei Sentimenti - al Cervello.
Amputare ogni singolo Meccanismo di Ricezione che dà Alito ad un qualsivoglia Sentore definito Affetto, Amore.
Tornar ad essere imperturbabile. Algida. Impenetrabile. Protetta.
SALVA.
Questo.
vorrei.


. '.. And all that remains is the rotten Stench.' .

Vorrei.solo.riuscire
a respirare.

. non va. veramente non va. e non so cosa mi succeda. non so perchè la sera l'angoscia mi attanaglia. non so perchè le mie viscere si contorcono. non so perchè non respiro. perchè ho un cerchio alla testa. perchè il petto mi scoppia. non so perchè fuori non esce niente. non so perchè sembra debba implodere da un momento all'altro. non so perchè le mie dita tremano. perchè il diaframma sale e scende in un movimento convulso e intermittente. non so perchè continuo ad ascoltare Damien Rice fino allo sfinimento. forse perchè ho bisogno della tua mano. forse perchè ho solo bisogno di una mano. o forse no. forse è ora che io mi rimetta sulla giusta carreggiata. forse è solo ora di mettermi, in carreggiata. chè non ci sono mai stata. chè una vita al limite non è più possibile. chè l'instabilità non mi sorregge più. chè io da sola, non mi sorreggo più. o forse si. forse è solo lavoro interiore. forse è un nuovo lavoro, rispetto a quello portato avanti per 20 anni. forse ho solo bisogno di regole, di un pò di rigidità, di un pò di direzioni. bisogna asfaltare la strada sterrata. riparare un vetro andato in mille pezzi. raccogliere le briciole sparse sul pavimento. un pò di ordine. uscire fuori dal caos. pensare che se ci riescono gli altri ci posso riuscire anch'io. pensare che 'non sarebbe bello sentirsi più leggeri? e non aver paura se capitasse a noi? ' . ho del piombo nello stomaco. ho gli occhi sbarrati. sempre. nel buio. ad attendere l'alba. che non m'illumina. che non sento. e continuo a spingermi le dita sulle palbebre. ma niente, non esce nulla. nullassolutamentenulla.

. Solo ora mi rendo conto di quanto fosse etereo quel momento. del tuo viso, perfettamente incastrato tra la mia spalla e il mio, viso. addormentato, improvvisamente. inchiodato a me, su quel letto. il tuo respiro flebile, sereno, il tuo corpo docile. ed io a stringere e carezzare senza farmi sentire.
e lo scrutare dei tuoi occhi al risveglio, curiosi, frastornati. il tuo scusarti, addirittura, con voce quasi impercettibile. quel sorriso sconvolgente, da squarciare il cielo.
quegli occhi.
quel sorriso.
sorriso.

. Oramai è appurato. I Giorni trascorrono frenetici, senza Spazio al Pensiero . O forse troppo. Ma è sempre la solita Storia. Andando a frugare in questa Marmaglia di Lettere blu troverei almeno 10 post simili. Annnientata dal Nervosismo universitario, insoddisfatta, ingabbiata, e chi più ne ha più ne metta. Quindi, perchè riscrivere? .. Già.. Perchè. Eppure ci sarebbe tanto da dire, tanto è successo, in questi ultimi tempi . Ma non mi và, non mi va più di divulgare, non mi va più di 'far sapere' , _ e a chi , poi _
Ma ho una Bottiglia di Vino vuoto s'una mensola , che penso non butterò mai, ritrovo Capelli biondi intrappolati su bande di scotch a tenere un Vuoto s'una Finestra, ho dei Versi da interpretare s'un Cartoncino rosso, ho il senso di colpa, ho il mio fargli del male, ho la mia voglia di proteggerlo, ho chi sempre sarà 'mia', ho più Segni sulle Braccia . forse ho più Vita. Forse, si, ho un pò più di Vita.
bla.bla.
vorrei tanto poter esprimere.
puff.

. sfasciarmi il cranio sul muro
, sfasciarmi il cranio sul muro .
sul muro.
sul muro.

Ed è così.
Non c'è proprio niente da capire. C'è ch'è sempre la stessa, identica Storia.
No, non è vero. Non è per niente la stessa.
E' che ora non puoi più fingere. Non hai più la Gabbietta di Rame a proteggerti, Cristallia. Ti piaceva tanto, quella Gabbia, l'avevi decorata a puntino, avevi ordinato l'Interno con minuziosa Meticolosità: cascate di Broccato purpureo, Candelabri antichi, Sedie a Dondolo di Legno di Faggio, Bastoncini di Menta piperita sparsi per il Pavimento di Marmo chiaro, lucido. Niente era fuori Posto, Immagini di Abbracci liquidi, fluttuanti, la tua fittizzia Vita in Musica, i tuoi vecchi Ricordi sempre troppo poco importanti.
Tutto poteva apparire nitido e cauto, dal di fuori. Semplicità, Linearità. Le Sbarre della Gabbia pulite, luccicanti. C'era quasi da restarne abbagliati, c'era quasi da osservare in Silenzio, c'era da contemplare con Pacatezza un Interno armonico e sereno.
MARCiO.
Schifosamente marcio, quell'Interno.. E quel marcio, Cristallia, sai.. Può acquisire un Fetore, col Tempo; le Sbarre non sono poi così spesse. Non so come fai a non far trapelare quell'Odore stantio al di fuori, proprio non so come fai. Come facevi. La Gabbia era impenetrabile, non la si poteva penetrare soprattutto perchè non se ne sentiva il Bisogno. Perchè violare quel Microcosmo di assoluta Armonia? Perchè sporcare quel Disegno perfetto, dai Contorni delineati, senza Sbavature? Un vero Peccato, no, Cristallia? Un vero Peccato.
E la Gente stava ferma. Immobile. Erano ciechi, Gente che non percepiva le innumerevoli Imperfezioni presenti, l'Imperfezione di Te, lì dentro. Il Tanfo. IL TUO TANFO.
Ed era quello che tu volevi: Automi intorno a Te, insensibili, semplici, superficiali, automaticizzati dalla Quotidianità. Chi non facesse Domande, chi non minasse il tuo Equilibrio, il Discorso 'Io dentro la Gabbia/tu fuori dalla Gabbia perchè ciò che vedi è ciò che è, non c'è Bisogno di spingersi oltre'.
Questo pensavi e desideravi, non è così, Cristallia? E l'hai avuto, per tanto, tantissimo Tempo. E ti andava bene così; l'Atmosfera non era poi così male, la dentro.. Forse il tanfo neanche c'era , forse non lo percepivi. Anche il marcio non era poi così marcio. Il tuo Equilibrio era lì, impalpabile e perenne.
Ed ora?
Ora è un bel Problema, cara Cristallia. Il Microcosmo è intatto, le Sbarre sono poste alla giusta Distanza, ad incorniciare un Involucro per te perfetto, che perfetto ormai non è più. Perchè non hai più Automi intorno: hai chi sente, chi vede, chi percepisce, chi indaga, chi affronta, chi distrugge. Chi è in grado di percepire il nauseante Olezzo che proviene da lì dentro, chi si accorge che le Immagini fluttuanti sono troppo scmposte, troppo cupe, troppo fuori luogo, vede l'Ambiente intorno che contrasta con la tua Presenza. E s'interroga sul perchè, sul Motivo di questa immensa Dissonanza che straborda dalla Inferriate.
E tu non sei pronta, non sei proprio pronta per tutto questo. E ti ritrovi spiazzata, senza Armi, se non con il Silenzio ed il tuo essere sfuggente ed enigmatica , che ormai non incanta più, che ormai ha perso ogni sua Funzionalità; un'Arma scarica che non basta ad affrontare il nemico. Ed il Nemico, pian piano, se ne accorgerà. Anzi, già lo sta facendo. E tu, i tuoi Segreti li hai sempre ben nascosti, sotto quei Cuscini ai Piedi del Letto. Non salteranno fuori da soli, lo sai. E non possono, saltare fuori, sai bene anche questo. Hai resistito per Anni, in questa Situazione, ma ora? Ora che queste Voci s'insinuano persistenti e tentano di violarli dimmi, come si fa, Cristallia mia cara?
Vorresti solo un Ambiente asettico, intorno a Te, Frequenze lineari, senza Interferenze. Vorresti che le tue Sbarre non possano essere-non siano-manipolate.
Ma tutto ciò non è possibile, per quanto tu possa tentare. Non è proprio possibile. Ed ora sei in un bel Pastccio, Cristallia, proprio in un bel Pasticcio. Spera solo che il tuo Proiettore muto di Realtà immaginarie riesca a girare ancora (anche se io sento frequenti Cigolii) , spera di poter diventare imperturbabile.
Spera di poter diventare imperturbabile. Imperturbabile. I.M.P.E.R.T.U.R.B.A.B.I.L.E.
Con Amore,
tua per sempre,
B.A.
(Era il 12 Gennaio. Il tuo Respiro attraversava le Pareti e le mie Dita ancora vibravano di Te).



.. Succhi gastrici come Groppo in Gola.
La Notte delle Piastrelle laccate azzurro d'un piccolo Bagno quadrato, del Sangue sulle Pareti, dell'Uomo nudo e grasso nella Vasca colma d'Acqua rancida, della Donna dai capelli neri che ride urlando e si sfascia il Cranio sul Bordo.
La Notte delle Stanze buie, del Ragazzo con la Bava colante dal Labbro inferiore che cammina all'indietro, in Fotogrammi accellerati, dell'Albero di Natale che si allarga fino a riempire tutto lo Spazio respirabile.
La Notte delle Scale buie, dei Capelli corti e grigi, del 'Adesso ti racconto, è successo tanto Tempo fa.'.
Quando ti svegli e sai che oggi è una di quelle Giornate che la Vita non la vuoi, meno che mai.
Ti alzi di scatto, alla Sveglia delle 07:05, cammini come un'automa verso la Cucina ed il Corridoio è freddo, dannatamente freddo. E non accendi la Luce, prepari la Colazione silenziosamente, ti siedi al Tavolo e ingurgiti la Brodaglia che ti sostenterà per le prossime 14 Ore, se riesci a non vomitare prima.
Il Cielo è Strati su Strati di Filamenti grigi che sovrastano una Striscia di Fuoco stagliante su Parabole radioattive.
Non andrai a Lezione neanche oggi. Demolirai il tuo Senso del Dovere a piccoli Colpi. Ti farai schifo. Enormemente, schifo.
Il Viso riflesso sullo Specchio ti guarda con Occhi piccoli, gonfi e appesantiti, incrostati di Trucco. Con Labbra spaccate, rigidamente serrate e inespressive. Severe e ammonitrici.
C'è un cazzo di Silenzio, solo il Rumore della Caldaia e delle Campane delleorachesonolesetteemezza.
La Porta che cigola e tu che ti rimetti a Letto, ti avvolgi a Bozzolo, ti fai martellare le Cervella dai Neurosis e dalle Lenzuola spunta solo la Testa e fumi senza mai sfiorare la Sigaretta con le Dita e il Verme dell'Angoscia stamani si è svegliato ben prima di Te e s'è fatto trovare lì all' albeggiare. Ti ha sorpresa quando ancora avevi la Bocca impastata e i Capelli incastrati sotto la Spalla sinistra. Ti succhia e non ti chiede il Permesso. Figuriamoci.
Scrosti con le Unghie l'intonaco del Muro ancora troppo vergine per Te e pensi che, cazzo, appena metterai il Naso fuori casa, oggi, il Contatto con uno Sguardo, con una Parola, con l'Epidermide di altri Esseri umani ti farà schiantare al Suolo. Ti farà portare i Polpastrelli alle Tempie e premere forte, ti accellererà il Battito, ti renderà intollerante alla tua stessa Presenza, con Mani troppo fredde e troppo sudate.
Il Verme dell'Angoscia ti succhia e non ti chiede il Permesso. Figuriamoci.

Sitting here beside You
I just wanna Use.You.

. Avvinghio Steli molli di Nastro azzuro fra le Dita. Li attorciglio, blocco il fluire del Sangue. Stringo.Strappo.Con pacata Violenza.
erilamialinfavitaleerilamialinfavitaleerilamialinfavitaleerilamialinfavitale.
Mi schianto.

.. 'E ad ogni persa Occasione o Viltà, la tua Fine in Me crescerà come un'Onta.' ..

, Di Ritorno.
Avevo detto 'premerò Start'. Ancora non l'ho fatto. Perchè non c'è stacco, solo continuità. Ora più che mai. Si reingloba Routine. Si ritrovano Abbracci, si sviano Sguardi, si tacciono Pensieri e si nascondono Parole. Sputo ancora il Fumo dell'Attesa. Attendo la Nebbia. Penetro l'Assenza, in magnifici Amplessi, modellandola con Violenza. Ho la Finestra che vomita la Notte. Ho la solita Corda anoddata che non scioglierò, perchè non ho Spada. Ho Occhi che fingono, Sorrisi incompetenti e Labbra serrate.
Tutto si fa disarmonico.

Un Anno.
C'è da dire solo questo:
Un Anno.

'River, Sea, Ocean' . e Badly Drawn Boy.
Troppo allegra.. Veramente troppo allegra e spensierata per chi potrebbe benissimo esser appellata BadlyMadeGirl.
Ma c'era la Nebbia, c'era l'Alcool, c'ero io che danzavo sulla Strada su 'let it go, far away',
e tu, dietro, che non riuscivi a seguirmi e ridevi divertito.
Spensieratezza. Per poche Ore.Ora.Fuggita.
Non ho più Pensieri da dedicarmi, non ho più Tempo da trascrivere, non ho più Emozioni da esternare.
Doveri morali che mi alienano totalmente. Mi disintegrano e mi rendono un Automa.
Non godo del Vento, non godo del Cielo, non godo della Musica, non godo delle Immagini, non godo del Sonno, non godo del Riposo.
Nervosa/Ansiosa/Irascibile/Vulnerabile/Instabile e la Lista potrebbe non finire.
Non è la prima volta, non è l'ultima, ma all'ultima di questo Passo arriverò ben presto .

Oh, cazzo.. Ho la stanza che gira. Mille e mille farfalle di carta blu che gocciolano inchiostro per l’aria. Il Mondo complotta per la mia Sconfitta. Merda. Mi vogliono soffocare. Soffocare. Soffocare.
Allinearmi. Devo solo allinearmi. Cercare di non disperdermi. Perdermi. Sparire. Seguire la linea. La Linea gialla al bordo della strada, come facevo da bambina. Calpestando tante formichine scure che freneticamente cercavano rifugio. ‘Segui la linea gialla e non spostarti. Non spostarti’. Dovete stare tutti lontani. Tutti un po lontani. Un minimo spostamento d’aria potrebbe essermi fatale. Oh, anche voi, Pensieri, anche voi Sensazioni. Cazzo, lontani.
Allinearmi. Devo solo allinearmi. Per poco tempo, provarci il tanto che basta per concludere un altro scorcio di Esistenza. Non molto lungo. Impegno, Perseveranza. Alienazione. Mi serve Alienazione. Immergere la testa in una cisterna d’acqua limpida e gelata. Senza aprire gli occhi. A testa in giù. Per sentire la pressione nelle tempie e fingere che all’interno non ci sia più niente. Aaah, niente, proprio niente. O scuoterla, scuoterla, scuoterla. La tempesta e poi la calma. La calma e prima la tempesta. Perenne tempesta, signori, perenne tempesta qui.
Allinearmi. Devo solo allinearmi. Svuotamento degli emisferi celebrali. Evacuazione della cassa toracica. Allarme rosso. Seguire le freccette verdi, scala d’emergenza, uscita d’emergenza, leggere attentamente il piano d’evacuazione. Oh, cazzo, mai nessuno ci fa caso, mai. Ecco perché. Tu, lì dentro, avresti dovuto leggere meglio, prestare attenzione, maledizione. Testare le varie situazioni di pericolo, escogitare una fuga/soluzione adatta al momento. E dov’è il piano adatto a questo , di momento? Dove cazzo è?
Allinearmi. Devo solo allinearmi.

« Qui non c'è più calma, settembre ci porterà via con sé. »Questo è lo spazio dove puoi inserire una descizione su di te / su ciò che ami / su ciò che odi / sulla musica che ascolti / sui libri che leggi / sui film che guardi / su ciò che ti interessa. Una volta finito, cancella queste righe.
♪ 40 secondi di niente, Verdena