( martedì, 29 marzo 2005; 17:36 )

Chitarre e Fisarmoniche a Bocca.. Ad accompagnare la grottesca Danza d’un Giullare storpio. L’osservo da Ore.. Confuso e disarticolato.. L’osservo da Ore perché è qui per compiacere solo ed esclusivamente Me.
iO, seduta s’un Trono di Porcellana, con un Foro sullo Stomaco dal quale sgorgano Miele e Latte di Ciliegia. Mani umide s’adagiano a raccogliere il mio Frutto e Dita nodose s’intrufolano nella mia Bocca a depositar il Dono. Potrei stare ancora qui, se lo desiderassi, circondata da spesse Pareti in Celophan, ma il BimboDemonio è appena comparso e giace ai miei Piedi. Ceruleo e tremante mi fissa, non distinguo ancora se con Espressione ghignante o spaurita.
Abbandono il marmoreo Giaciglio, calpestando il Giullare ormai sfinito, e lascio che lo Strascico della mia Veste si sfibri e si deturpi, agonizzando fra Agrifogli e Scheletri di Fil di Ferro. La mia amata Veste.. La mia amata Veste bluE.. (Che indosso senza proferir Parola, per Lui.. Che indosso davanti ai suoi Occhi, sapendo di renderlo felice.. –Ma questa è un’altra Storia-..).
Riesco a stupirmi che il BimboDemonio riesca ancora a camminare, tanto il suo Corpo paia avviluppato dalla violacea Rigidità della Morte.. Ma avanza.. Lento, deciso.. Facendosi e facendomi Strada attraverso una fitta Boscaglia.. Fino a raggiungere un bizzarro Ammasso roccioso., Ed io lo ricordo, ricordo quelle Rocce.. Dov’ero solita inerpicarmi, da Bambina. Salivo sino al Punto, per Me, più alto.. Mi distendevo e chiudevo gl’Occhi, pervasa da un piacevole Senso di Vertigine. Tuttavia, sentivo quelle Grida.. E le sento ancora. ‘Non ascoltare’, mi dicevo/dico. ‘Qualcuno mi salvi’, pensavo/penso. Ed ecco la Brezza consolatrice giungere in mio Soccorso.. Il dolce sospirare delle Foglie m’abbraccia et ammanta, facendomi sollevare, fluttuante. Scorgo la mia Alcova. La mia Alcova in uno Squarcio purpureo di Cielo.. Vi vengo deposta.. E non vi sono più Urla, né musiche in Delirio o macabri Giullari danzanti. Soltanto io, china a dissetarmi con Miele e Latte di Ciliegia.. Ed il BimboDemonio.. Che dal Basso, ora, mi sorride.

 


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( lunedì, 28 marzo 2005; 10:45 )

Ghiaccio avvinghiato alla Schiena.. E un vociare turbinoso che s'insinua sibillino nell'Involucro cranico. I Pensieri si rincorrono come uno Sciame d'Api impazzite.. Si accavallano, si sotterrano, si scontrano e si seviziano.. Lasciandomi disorientat&spaurita.
Ho tutto in Testa, ma non riesco a dirlo.
Proprio.
So che le Quercie immerse nella Nebbia cobalto mi stanno aspettando.. E che quei Fari ancora indugiano sull'Erba alta&umida. Troppo alta. Ma oggi non mi vedranno,, E.. Scusatemi, so che vi mancherò.
Intanto, il Contrasto MondoEsterno/MondoInterno s'accentua sempre più.. E le Risa si cospargono di Lino viola&Spalle scoperte. L'Aria s'impregna d'Alcool, che risale voluttuoso su per le Narici, e due Calici solitari si corteggiano, troneggianti al centro della Tavola spoglia.
Le Lacrime sgorgano irrefrenabili, mentre depongo delle Violette sulla Tomba di Colei che ero: Emblema di Compostezza&Sopportazione.
Statene certi: Attendo la sua Resurrezione.


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( domenica, 27 marzo 2005; 09:48 )

Io e la Vasca.
Le Vasche. Già.. Le ho sempre preferite alle Doccie, indubbiamente.. Più intime, più avvolgenti, anche più pericolose, se proprio vogliamo metterci d’Impegno.
Io e la Vasca, in una Mattina che proprio non voglio starmi dentro.
L’Acqua lambisce quasi il Bordo, e lievemente m’immergo. Pochi Minuti, per abituarmi al Tepore. Pochi Minuti e mi lascio sanguinare.. Più per Piacere che per Bisogno, questa Volta.. (Vigliacca di merda. Bisogno. Fottuto Bisogno.) .. E’ uno Spettacolo che m’ha sempre emozionata.. Piccolo rigagnoli rubino che si spandono attraverso bolle di Latte&Miele.. Candide Bolle di Latte&Miele che vengono irreversibilmente contaminate. Innocenti Bolle di Latte&Miele che vengono irreversibilmente stuprate.
Io.Irreversibilmente.Violata.
E Cristo sanguina con me, sopra di me. Forse perché è il Periodo, forse perché.. No. E’ risorto ieri Notte, Lui.. Dovrebbe presentarsi a me avvolto da un Manto di Luce.. Pulito dalle Ferite.. Con i Riccioli biondi leggeri&morbidi. E invece No.. Probabile che abbia ritardato la Resurrezione di qulche Giorno.. Solo per me.. Solo per me, sì. Che Onore. Non mi dispiace nemmeno la sua Presenza.. Dicono che il Dolore, se condiviso, faccia meno male.. Ma.. Il Peso è forse un po’ eccessivo.. E glielo dico.. Si, insomma, gli dico un qualcosa tipo.. ‘Non è che magari potresti adottar un’altra Posizione..? Sì, insomma, non volermene male.. Ma non credo di poterti reggere ancora..’ E poi, cavolo, quanti Corpi e quante Braccia ti hanno sorretto, in questi ultimi Giorni? Non t’è bastato? (Questo però lo penso soltanto.. Non lo dico..) . In Silenzio, ma sofferente, (Perché io .. Lo vedo..) si lascia scivolare pesantemente al mio Fianco. Cristo affianco a me. Io affianco a Cristo. Io&Cristo che, insieme, sanguiniamo.. Il suo Sangue che si mescola al mio.. Il mio Sangue che si mescola al suo.. E s’insidiano dentro noi Bolle di Latte&Miele. Bolle ormai sporche di Latte&Miele. Avrei voluto parlarlo ancora.. Avrei voluto dirgli che, 4 anni fa, ancora riuscivo a pregarlo.. E lo feci, proprio nella Notte di Pasqua. Proprio in quella bastarda Notte di Pasqua di 4 anni fa. Accompagando le mie Preghiere con il Pianto, un Pianto composto.. Il Pianto composto di un’Anima disperata. In Ginocchio, a Mani giunte.. E quelle Mani che con l’andare dei Secondi si stringevano sempre più.. Quasi a volermi fare del Male. E rimasi così, in quella piccola Chiesetta, a pregare perché un Paio di Occhi Azzurro/Grigio/Verde/Blu non mi abbandonassero. Non Ci.. Abbandonassero.. Perché era troppo presto.. Perché 17 Anni era ancora troppo presto. Non mi ha ascoltato, No.. Non mi ha ascoltato nemmeno 2 Anni dopo.. Beh, in Verità non erano Preghiere, il Contrario.. Ma era pur sempre un Modo d’invocarlo, di tirarlo in ballo, no? Forse. Questo avrei voluto dirgli, ma non lo feci.. D’altronde, Lui probabilmente sa già tutto. Non parlo io, non parla Lui. No, Lui, per tutto questo Tempo non ha parlato. Eppure, sarei stata proprio curiosa di sentirla, la Voce del Cristo. Così. Decido d’alzarmi, mi butto addosso un asciugamano e lo abbandono lì. L’ho ossevato, prima di lasciar la Stanza.. Non l’ho salutato, ma l’ho osservato.. E sarei pronta a scommettere che Lui, guardandomi, stesse piangendo.
Mi chiudo la Porta alle Spalle.. Oggi è la Mattina di Pasqua, devo andar ad aprir le mie Uova di Cioccolato.. Eh sì. Avverto un leggero Fastidio alle Mani, però.. Senza nemmeno volgere lo Sguardo su di loro, mi sfioro il Dorso della Mano destra.. Ma le mie Dita si vanno a scontrare con un qualcosa di duro, dalla consistenza vagamente pietrosa: Piccoli Cristalli d’Incenso, piccoli Cristalli d’Incenso sul Dorso delle mie Mani. Incenso che profuma, che lascia la sua Scia nebulosa ad ogni mio Passaggio. Beh, non son rimasta nemmeno tanto stupita.. Veramente, era innata in me la Convinzione che, una Mattina, mi sarei svegliata con le Stigmate.. Cristalli d’Incenso/Stigmate , Cristalli d’Incenso/Stigmate.. Cristalli d’Incenso stigmatizzati.. La Differenza non è poi tanta.
Bando alle Ciance, dirigiamoci verso il Soggiorno alla Ricerca di quella Carta Blu metallizzata che vidi qualche Giorno fa. Eccola.. Luccicante.. Sembra quasi Lamiera.. Qualcuno mi sollevi le Palpebre, per Favore.. Fate in Modo che le mie Pupille siano messe in evidenza.. Ecco., Scartate pure l’Uovo, ora.. Prendete un po’ di quella Carta/Lamiera.. E tagliuzzatemele per bene, grazie.
Buona Pasqua, cari.. Buona Pasqua.


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( venerdì, 25 marzo 2005; 17:26 )

Spilli.
Su Di Me.
Sul mio Viso.
Tattattatta.
In-interrottamente.
In-rapida successione.
Fateli smettere.
Aiutatemi.
Salvatemi.
Vi prego.
Prego.

E poi.. Davanti.. Un quadro totalmente blu. Nessun disegno, solo qualche lieve Sfumatura. Biancastra.. No.. Azzurrognola, forse.. Insomma, quasi lievi increspature marine,, Sì.. Quella schiumetta, sapete.. Quella. E penso a Plasson. Plasson, il Pittore. E penso che secondo me gl’Occhi del Mare non sono le Navi.. E penso, allo stesso tempo, ‘Quali saranno gl’Occhi del Mare?’.Così.

E poi.. Il Vento.. E la Sabbia appiccicata al Viso.. E la Madre vestita di nero, che al Parco protegge il suo Bimbo con lo Sguardo.. E il Bambino biondo, il Bambino biondo con la nonna.. Il Bambino biondo che piange perché la nonna cattiva non lo fa salire sullo Scivolo.
Io guardo il Bambino biondo e piango in Silenzio.
Il Bambino biondo piange perché la nonna cattiva non lo fa salire sullo Scivolo.
Io piango perché.

Un Pensiero.

‘La Maschera’.
Charles Baudelaire.
Il Pensiero.
Così.

 


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( sabato, 19 marzo 2005; 17:38 )

Ancora Lei. Ancora Lui. Ancora loro. Inesorabilmente. Con la Notte ancora sulla Pelle. Corpi languidi e Bocche cacciatrici avevano profumato l’Aria, in quella piccola Stanzetta di Mattoni rossi. Avevano affondato i loro Piaceri l’uno nell’Altro, con Movimenti lenti e delicati, per poi abbandonarsi sofficemente su Lenzuola Sangue rappreso.
Il Sole s’intrufolava lievemente da un piccolo Buco insito sulla Tapparella, andando a picchiettare sugli occhi di Daniel. Non sapeva che ora fosse, non importava che ora fosse, in effetti, anche se il Sole pareva già abbastanza alto. La Primavera avanzava velocemente.. E si sentiva.. Oh, se si sentiva, lurida Bastarda. Non amava i Paesaggi primaverili, Daniel, come d’altronde quelli estivi.. Gli davano l’Impressione di Quadri trasfigurati sul Mondo. Colori innaturali.. (A parer suo..) .. Cieli troppo azzurri che si accoppiavano con Campi troppo verdi. Un vero shock visivo. Amava le Tinte scure.. Le Sfumature, la Pacatezza.. E adorava i Tramonti invernali.. Anomalo, magari… Ma lui se lo sarebbe scopato,  quel Sole quasi inesistente, che andava a morire quando neanche pareva esser sorto. Affrontava l’avvento della nuova Stagione con noncurante Svogliatezza.. Con il variare dei Mesi avanzava in Lui una vera e propria Metamorfosi. Un metereopatico del cazzo, indubbiamente.
Si ritrovò Lei di Fronte, morbidamente distesa s’un Fianco, ancora dormiva Cristel, e ritmicamente il suo Addome si sollevava per poi rilassarsi.. Sollevamento/Rilassamento, Sollevamento/Rilassamento. Era un movimento così poco percettibile, che a volte quasi sembrava non respirasse. Restò immobile a fissarla, come sempre.
Cristel, l’esangue&diafana Cristel.
Quella gracile Figura che, 2 anni fa, si trascinava stanca sotto una fitta e glaciale Pioggia. Satura d’Acqua avanzava dolcemente, mentre intorno, la Gente, s’adoperava frettolosa per trovar Rifugio. Daniel muoveva il primo passo sul selciato umido del suo piccolo Giardino, scopo SolitiAmici&Solita,-tuttoSommatoPiacevole-,Serata, e la vide. S’avviò spontaneamente verso di Lei.. :’Ehm.. ti serve una Mano? Sì, insomma..  Magari ti posso offrire uno Strappo, che ne so.. Fino a casa.. , Ehm.. E’ lì che stai andando?’ . La Ragazza si voltò lentamente.. Si voltarono lentamente due Perle nerastre d’una sconcertante Bellezza, che l’osservarono per un po’, e diedero Movenza ad un cortese Sorriso: ‘No, non stavo andando a casa.. Anzi, ero giusto uscita per fare qualche Passo.. La Pioggia m’ha invitato e, come al mio solito, non potevo mancar all’Appuntamento.. ‘ . Daniel la guardò velatamente sorpreso, ma continuò:’Ok.. Capisco.. Ma.. La tua Partecipazione è ormai avvenuta, credo che la Pioggia ora possa ritenersi abbastanza soddisfatta, non credi? Su.. Dimmi dove desideri andare ed io ti condurrò..’ . Cristel nascose la sua irrequietezza.. Non voleva apparir scontrosa.. Non voleva mai apparir scontrosa, Lei.. :’Desidero soltanto continuar a camminare.. Puoi affiancarmi, se proprio ti và.. Ma senza coprirmi, te ne prego.’ . Daniel annuì, silente.. Non si spiegava perché, ma quella strana Creatura esercitava su di Lui un’indescrivibile Attrazione.. Perciò si mosse, seppur cauto, ed accompagnò la Ragazza lungo il suo immaginario Percorso. Soltanto Silenzio, fra loro, non una Parola, nemmeno uno Sguardo.. E questo Daniel se l’era aspettato. Si fermarono solo quando la Pioggia cessò. Lui chiuse l’Ombrello, diede una lunga Occhiata al Cielo e poi a Lei, che in tutta Risposta sussurrò un ‘Grazie’.. E sparì. Non riuscì ad aprir Bocca, rimase a scrutarla mentre s’allontanava col suo solito andare strascicato e mesto.
Il suo Pensiero s’avvinghiò a Lei per tutto il Resto della Sera, non vide nemmeno i suoi Amici, si rinchiuse nella sua Stanza a ritrarre, s’una Tela immacolata, il suo Volto. S’addormentò davanti all’Opera ancora incompiuta, deciso a portarla a termine, conscio ormai d’aver perso ogni Sorta d’Ispirazione,  come se non ricordasse più le Fattezze della Fanciulla Figlia della Pioggia.
Perso nel Tormento, venne risvegliato dallo squillare meccanico del Citofono.. ‘Sì?’ . Nessuna Risposta. ‘Chi è??’ . Niente. Pensava fosse uno dei soliti scherzetti dei Bimbi del Condominio vicino, ma decise di scendere.. Svogliato, aprì la Porta.. Chi si presentò ai suoi Occhi, ancora pesanti, pareva esser qualcuno di già conosciuto.. Scrutò quel Viso, attentamente, profondamente, senza tralasciare il più minimo dei Particolari.
Lei.
Senza Dubbio.
Lei.
Cristel
.. Sorrise:’Ciao.. ‘.
Così tutto cominciò.
Rapido Flashback.
Ed ora era lì.. Ad osservarla abbandonare il Sonno. Daniel era solito poggiarle la Mano sul suo Collo, quando dormiva.. Poteva sentire il suo Battito.. Veniva considerata da Lui un’Esperienza quasi mistica. Era come se tutta la Vita di Cristel si racchiudesse nel Suo Palmo.. Come se il suo Battito trapassasse la Carne ed andasse a mischiarsi con il suo Sangue.. Divenendo Parte di Lui. Totale&Indissolubile Comunione.
Cristel s’era svegliata, ma non voleva apri gl’Occhi, no.. Non voleva destarsi, non ora. Sentiva la Mano di Daniel che, calda, si posava su di Lei..
.. ‘Lasciami qui, Daniel, Custodiscimi.. Ancora Bocciolo.. Soffia su di Me, e diverrò Rosa..’ .


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( domenica, 13 marzo 2005; 13:26 )

,, Voci lugubri, androgine, cavernose..,  Bocche che si aprono all’interno dello Stomaco e parlano, mordono, parlano,mordono.. Ossessivamente pervasa dal Bisogno di sentire una Mano, su di me, che chiusa a Pugno, batta violentemente sulla mia Carne e la penetri, estraendo quel Groviglio amaro, gocciolante, elastico, che da ormai troppo Tempo mi si è depositato dentro.
Voglio solo svuotarmi. Vomitarmi. Scavarmi. A fondo.. Con Forza, Passione., Dolore.
,, E mi ritrovo qui.. La Pelle nuda a Contatto con un Pavimento gelido.. La Voglia di urlare fino a provocare in Gola un’Implosione e soffocarmi. La Voglia di alzare le Braccia al Cielo/Soffitto e roteare, roteare, vorticosamente, velocemente, sempre di più, ancora di più.. Fino a sentire la Testa esplodere, persa in una Spirale di Respiri e Melodie distorte.. Girare,Girare,Girare.. Fino a perdere ogni minima Cognizione spazio-temporale e schiantarmi al Suolo, con un Rumore secco e sordo. Restare inerme, con gli Arti scomposti, come un Burattino i cui Fili ormai non vengono più manovrati.. Rannicchiarmi in posizione fetale, con le poche Forze ormai rimaste e veder la mia Ombra proiettata su Pareti bianche, troppo bianche. Mi trascino, intenzionata a crear nuove Sfumature alle Mura che racchiudono il mio Regno.. (Regno di Macerie, Pozzi ed oscura Foschia bluastra). Lascio che le mie Nocche premano sull’Intonaco, scivolino.. Stridenti e decise.. Scorticandosi e tracciando rossastre Linee perpendicolari.. , E soddisfatta, rimango ad osservare l’Opera compiuta.
Ma c’è un qualcos’altro che mi tenta.. Una piccola Stufa a gas, qui vicino a me.. Nei miei Frequenti vuoti cerebrali mi perdo a contemplare le sue Piastre incandescenti,,
Ed ora.. Chi potrebbe mai impedirmi di veder trasferito su di me quel Fulgore così acceso?
_NessunaRisposta_ ,

Avvicino lentamente il mio Braccio destro.. E già il Calore lo attanaglia.. Mancano pochi Centimetri.. Qualche Secondo.. 5.. 4.. 3.. 2..1 ________  ,,
Istantaneo, indolore, grottescamente piacevole.
Mi lascio cadere, ma in Maniera posata, elegante, cado su di Me.. Volgendo lo Sguardo a quel Sublime Marchio: Tante piccole Stelle, piccole Stelle d’un Arancione fluorescente, che palpitano sulla mia Pelle, contorniate da bizzarre Sfumature violacee.
Ho raggiunto il mio Scopo.. E merito riposo.. Ora.
Lasciatemi qui, giacente sulla mia Nuvola di Spine.. Lasciatemi scivolare nell’Oblio.. E coprite il mio Sfregio, accuratamente:Esigo un Sonno senza Luce.  

 


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( giovedì, 10 marzo 2005; 17:36 )

.. Ho lasciato che la Polizia del Karma mi scortasse sino all’immenso Edificio rosato, stamane.. Come Colonna sonora d’una Mattina in Cornice di Grigio ed Umidità rappresa.
Troppa folla, alle 8:00 del Mattino, troppa.. Per Me.
Sguardi che il mio corpo, ancora intorpidito dal -poco- Sonno, non è in grado di sostenere. Freddo che ti scheggia, mentre cerchi invano rifugio in una sciarpa di Lana viola ed in un ampio Cappuccio nero. Orientamento confuso, Passi incerti ed Epidermide ipersensibile.
Troppa Folla, alle 8.00 del Mattino, troppa.. Per Me.
Già.
Ma non oggi.
Non oggi che gl’Agenti della Polizia del Karma intasano i miei condotti uditivi. Note piene, compresse e gonfie, che avvolgendomi ricamano su di me velluto verde acido.
Desiderio incontenibile di Corpi, Contatto, Scontri e Pressioni.
Desiderio innaturalmente mio.
Desiderio non-manifesto.
Desiderio che si sfalda con l’arrivo del Silenzio (RumoreUrbano) e delle prime Goccie di Pioggia, che lavano via quel che non era velluto, ma tossica Vernice. Si raccoglie in piccole pozze, ai miei piedi, spandendosi fra le righe cementate del Marciapiede.. Ed io resto immobile, nel veder scivolare via la Veste preziosa. Queste sono quelle Goccie che, precipitando, non ti toccano.. Quelle Goccie impalpabili che t’accarezzano appena e fuggono via.. Danzando sinuose e raccogliendosi in piccoli Grappoli fluttuanti, come un diafano Velo sospinto da un Vento leggero.
Timidamente, mi sollevo da terra e le raggiungo.. Impavida nel tentativo di unirmi all’elegante Corteo. Mi diletto nel creare macabri arabeschi, roteare vaporea scalfendo l’Aria con improbabili Giravolte e Piroette.
Poca Abilità, cari Signori, Inesistente Abilità.
Schianto.
Circondata nuovamente da quella che è la Vita-all’infuori-di-me, mi rannicchio sull’asfalto umido, scavato da innumerevoli Pozzanghere: Specchi liquidi e luridi attraverso i quali vedo riflettersi il Corteo funebre che accompagna un pallido Sole già stanco.


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( martedì, 01 marzo 2005; 17:36 )

.Non so chi colpire.
.Perciò non posso agire.


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