( venerdì, 27 maggio 2005; 19:57 )

.Donne Dannate.
,Charles Baudelaire,

Al pallido chiarore di lampade languenti,
su profondi cuscini impregnati d’odore
Ippolita sognava le carezze possenti
che svegliavano il suo giovane candore.

Ella cercava, con l’occhio torbido di tempesta,
della sua innocenza il cielo ormai lontano,
simile al viaggiatore che volge la testa
verso gli azzurri orizzonti varcati nel mattino.

Le lente lacrime dagli occhi sgomenti,
l’aria stanca, lo stupore , la cupa voluttà,
le braccia vinte, gettate come armi inutili,
tutto, tutto valeva a ornare la sua fragile beltà.

Stesa ai suoi piedi, piena di gioia e quieta,
Delfina la covava con occhi ardenti,
come un forte animale che sorvegli la preda,
dopo averla segnata col marchio dei suoi denti.

Beltà forte inginocchiata dinanzi alla beltà fragile,
superba, ella assaporava voluttuosamente
il vino del suo trionfo, e a lei si tendeva,
come a coglierne un dolce ringraziamento.

Cercava negli occhi della sua vittima attonita
il muto cantico che alita dal piacere,
e quella gratitudine sublime e infinita
che filtra dalle palpebre come un lungo sospiro.

- «Ippolita, cuor mio, che dici di queste cose?
Comprendi ora che non bisogna offrire
l’olocausto sacro delle prime rose
ai soffi violenti che le farebbero appassire?

I miei baci sono lievi come le efèmere
che carezzano la sera i grandi laghi trasparenti,
ma quelli del tuo amante, come taglienti vomeri
o come carri apriranno solchi dolenti;

passeranno su di te come un pesante tiro
di buoi o di cavalli dagli zoccoli senza pietà...
Ippolita, sorella mia! Volgi dunque il tuo volto,
anima mia, mio cuore, mio tutto e mia metà,

rivolgi a me i tuoi occhi pieni d’azzurro e di stelle!
Per un tuo dolce sguardo, sorgente d’essenze divine,
dei piaceri più oscuri io solleverò i veli,
e ti farò dormire in un sogno senza fine!»

Ma ecco Ippolita, sollevando la sua giovane testa:
- « Io non mi pento e non sono ingrata,
Delfina, ma sto male e mi sento inquieta,
come dopo una notturna e terribile festa.

Sento abbattersi su di me grevi spaventi
e neri battaglioni di fantasmi sparsi,
che vogliono condurmi su percorsi vacillanti
sbarrati ovunque da un sanguinoso orizzonte.

È dunque un atto così strano ciò che abbiamo fatto?
Spiegami, se puoi, l’angoscia che sento dentro di me:
rabbrividisco di paura quando mi dici: «Angelo mio!»
eppure sento la mia bocca venire verso di te.

Non guardarmi così mio pensiero!
Tu che amerò per sempre, sorella d’elezione,
anche se tu fossi un agguato a me teso
e il principio stesso della mia perdizione!»

Delfina agitando la sua criniera tragica,
come pestando sul tripode di ferro,
l’occhio fatale, rispose con voce dispotica:
- «Chi dinanzi all’amore osa parlare d’inferno?

Maledetto per sempre il sognatore inutile
che per primo volle, nella sua stupidità,
cadendo in un problema sterile e insolubile,
con le cose d’amore mescolare l’onestà!

Colui che vuole unire in un accordo mistico
la notte col giorno, l’ombra col calore,
mai riscalderà il suo corpo paralitico
a questo rosso sole che ha il nome d’amore !

Va dunque, va a cercarti un fidanzato stupido;
corri e offri ai suoi baci crudeli un cuore vergine;
e poi, piena di rimorsi e d’orrore, con il corpo livido,
tornerai a mostrarmi le stigmate sui tuoi seni...

Quaggiù un padrone soltanto si può servire!»
Ma la fanciulla, presa da un immenso dolore,
le gridò : - «Sento spalancarsi nel mio essere
un vasto abisso e questo abisso è il mio cuore!

profondo come il vuoto, ardente come un vulcano!
Nulla sazierà questo mostro che geme e che langue
e nulla spegnerà la sete di quella Eumenide
che, con la torcia in mano, lo brucia fino al sangue.

Che le cortine chiuse ci separino dal mondo,
e che la stanchezza ci porti il riposo!
Voglio annientarmi nel tuo seno profondo,
e trovarvi la frescura delle tombe!»

- Scendete, scendete, lamentevoli vittime,
scendete per la strada dell’eterno tormento!
Colate nel fondo dell’abisso, dove tutti i crimini
flagellati da un vento che non viene dal cielo,

ribollono confusi in un rombante mare.
Correte, folli ombre, alla meta dei vostri desideri;
mai potrete la vostra furia placare,
e così il castigo nascerà dai vostri piaceri.

Mai un fresco raggio rischiarò le vostre caverne;
dalle crepe dei muri miasmi febbrili
filtrano e s’infiammano come lanterne
e v’impregano i corpi con effluvi terribili.

L’aspra sterilità del vostro godimento
accresce la vostra sete e inaridisce la vostra pelle,
e la concupiscenza col suo furibondo vento
fa schioccare la vostra carne come un vecchio vessillo.

Lontano dagli esseri viventi, erranti, condannate,
correte come lupi attraverso i deserti;
seguite il vostro corso, anime sregolate,
fuggite l'infinito che abita dentro di voi!


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( domenica, 22 maggio 2005; 16:39 )

.. Mi nascondo dietro Profumo di More e Occhi che bruciano.
L’Estate s’avvicina ed io, innaturalmente, la bramo. Quel che bramo, in Verità, è solo un po’ di Pace.. Ma non la ‘vera’ Pace.. Quella utopica e da tanti corteggiata.. La Pace del non più Agire Imposto, la Pace del non più Edificio Rosa, la Pace del non più Classe-CameraArdenteDiCervelliDaSimilCulturaAssuefatti.. La Pace dell’Assenza di piccoli Problemi quotidiani che, sibillini, s’insinuano e soffocano.. (Perché devo e voglio soffrire di Dolori scaturiti da un'Esperienza piena e pesante.) ., Che sia l’Estate.. Che sia l’Atmosfera leggera, il Sole imponente.. O il Freddo pungente di Squarci luminosi nel Cielo, poco importa..

 

_ Pace, piccola, insulsa, tiepida e infante Pace.

 

., Per ritrovare il solito, malato Equilibrio.. Per aver Pensieri liberi e Giornate sature d’Umori, Abbracci, Sguardi e Profumo di Mare. Per rifugiarti all’Ombra d’una Quercia e osservare la Linea sfocata dell’Orizzonte, mentre Passi incerti  ti si trascinano alle Spalle.. Per aver Lenzuola profumate e Mani amiche che ti stringono le Notti in Chiacchiere, Risate e Silenzi insonni.. Per avere il Buio perlaceo che ti si riflette nei Capelli e il Suono d’un’Altalena che cigola, cigola, cigola.. Mentre la Mente scappa Via e torna avvolta da Bagliori lunari e Labbra umide. 

 


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( venerdì, 13 maggio 2005; 19:35 )

.. Delineo il Tempo con Gesti lenti e cadenzati.. Sollevo le Braccia pesantemente, cercando di palpare l’Aria e placare Madama Angoscia.. Che perennemente attanaglia le Viscere ed esplode dagl’Occhi.. Mi trascino eterea, lungo un oscuro Antro.. Una Mano poggiata sul Petto e l’altra abbandonata s’un Fianco.. Mentre un’amata Melodia apre Porte su Cieli grigi e umidi.. ‘You’ll stumble in my Footsteps..' –Sul Pelo dell’Acqua che dolcemente s’increspa- .. ‘Keep the same Appointments I kept..' –E asfalto rovente che trascina e sostiene- ..’If You try walking in my Shoes.. Try walking in my Shoes..' –E farla scomparire.. Perché come una Lama affilata squarcia il Manto plumbeo in Brandelli d’Azzurro mare- .,
., Rifletto sulla Possibilità di riuscir a far mia L’Arte della Rassegnazione.. Da troppo Tempo satura di vani Tentativi, ormai.. Potrebbe sembrar Facile.. Se non fosse per Lei.. Presente anche solo in Briciole.. Presente in minuscoli Granelli di Polvere.. Lei.. La gran Puttana da Tutti denominata Speranza. Vuoi cacciarla via.. Lo desideri immensamente.. Ma non vuole abbandonarti, Lei.. L’hai offesa, stuprata, percossa.. E non va via.. Non va via. Si muove lieve, con la sua fulgida Veste bianca.. Lei e il suo incarnato Roseo, vellutato, serico.. Fluttua e deposita i suoi perlacei Sospiri.. Li deposita dentro Me.. Sospiri che mi sporcano.. Costringendomi a macchiarmi del Crimine dell’Illusione.. , Come m’han detto degl’Occhi lontani.. Forse dovrei aspirare ad una saggia Rassegnazione di tipo stoico.. Una Rassegnazione che lascia Spazio ad una labile Speranza quotidiana.. Necessaria ad andar avanti.., Forse.. Già.. Provare ad uscir fuori da questa Spirale tragica che, spietatamente, mi trascina verso un ineluttabile Sfacelo.. Provare. Ma sono tanto stanca.. Capito.. ? .. Tanto.. Stanca..
., Vorrei trovare qualcuno che agisse per Me.. Vorrei esser catturata da un interminabile Flusso.. Che pian piano s’arresta.. Vorrei essere esplorata da pallide e Timide Gocce, che rigandomi la Pelle, mi trasformassero in una compassionevole Creatura abbandonata al Disincanto..

.. 'Vago nel Folto di Fronde in Delirio..' ..


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( sabato, 07 maggio 2005; 17:45 )

Tachicardia stagnante in Rivoli di Sole cocente. Rabbia dormiente ch’esplode timida in ritmici e convulsi Spasmi. Inspiro-Espiro/Inspiro-Espiro.. Io.Non.So. Cavalier Diaframma Statico combatte contro Sir Desiderio Passivo. Desiderio passivo d’ondeggiare sinuosa come gl’esili Rami che, smaniosi di sfiorar l’Azzurro, svettano al di Fuori di queste Finestre gocciolanti di Pensieri amorfi e Sguardi soffocati. Il mio Corpo come lunghe Braccia legnose e i miei Capelli come chioma rada e fluttuante. Semplice e passionevole Abbandono.. Per non sentire, non pensare, non pesare. Perché ora sento, penso e peso.. Mentre un ammasso di Adipe dal lento e gommoso parlare percuote il Banco-SuperficieDiMareBluLaccato. Potrebbe anche andarci giù con il Cranio fresco di Tinta corvina, su quel piccolo pezzetto di forsePlastica.. Potrebbe percuoterlo a testate, dato che questo snervante Rumore paia procurargli chissà quale pacato Piacere. Potrebbe farlo una, due, tre volte, fino a sfasciarselo e far schizzare via Frattaglie gelatinose e sanguinolente. –Neanche mi stupirei se andando a rovistarci trovassi l’Organo cerebrale di Dimensione e Forma anomala-. Ooh, che si fotta. Ignoriamo i Concetti di Metodo di Bonifica dei Territori olandesi e cerchiamo di ritrovar un adeguato Contegno. Trattengo Mercurio liquido che le mie Palpebre sapientemente arginano.. Con Fatica, estrema ma composta Fatica.. Han dovuto evitare lo Straripamento di tanti di Tipi di Acque e d’Umori, questi Giorni.. Potrebbero decidere di cedere da un Momento all’altro.. Oppure la Corrente emozionale potrebbe esser così dirompente da spazzar via ogni minimo Sforzo o Volontà.. Il Mercurio galleggia.. Non pare intenzionato a riversarsi in Sfere bluastre sul mio Viso. Diamogli una Mano dunque.. Facciamo si che i miei Occhi non si chiudano.. Lui non avrebbe più Scampo.. Si vedrebbe costretto a sgorgare.. Si vedrebbe costretto a segnarmi con piccole Ferite.. Non che per Me sia un Problema, per Carità,. Ma certe pratiche, si sa, sono amate esclusivamente in Privato. Troppa Umanità, qui, ora.. –Troppa sempre d’altronde..- .,  . . . . . .  Tentativo fallito. Schizzo bastardo di Luce causa movimento rapido e inconscio. E allora ecco, tante piccole Gocce sferiche che rotolano veloci, come minuscoli Massi giù da un Precipizio.. E il Sangue che stilla copioso lungo quei lunghi Solchi palpitanti.. E le mie Mani che frenetiche si muovono, tentando di cacciar via il dispettoso Demone Rubino.. E sul Mio Capo Veli neri che scompaiono.. E sulla mia Schiena Suoni afoni e Risate sommesse.. E…  .
Ritorna in Me il Respiro.. (Sir Desiderio Passivo ha quindi vinto la Battaglia contro Cavalier Diaframma Statico?) .. Ritorna in Me ora che pallide Note fan da Sottofondo allo Spettacolo d’un Fiore d’un Amaranto immacolato. Ritorna ora che prende Spazio contemplativa e apparente Serenità. Ritorna in Sospiri che si condensano (ViPrego, No..) in Figure storpie e grottesche (Dio, No.. No..). Si muovono, danzano, mi colpiscono e mi tormentano..
'Nessuna Pace, per Te.. Mai.Nessuna.Pace.'

 


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( martedì, 03 maggio 2005; 23:18 )

., Un Piccolo Suono come di Vortice elettrico al Contrario., Pochi secondi di Flash colorati e lei si ritrova davanti ad uno Schermo nero. Vede la sua Faccia, in quello Schermo nero.. Vede i suoi Capelli che lunghi e copiosi s’adagiano scomposti su quelle Spalle troppo piccole, troppo curve, troppo strette. Si porta le Mani al Viso, si copre gl’Occhi, e lascia che le sue Dita premano forte sulle Palpebre, per poi scivolare lungo gli Zigomi, le Gote, il Mento..  Ma non come una Carezza.. No. Non v’è Leggerezza, Tenerezza, Amore.. Quelle lunghe Dita si trascinano come tante piccole Lumache.. Tante Piccole Lumache di Carne che si muovono, lente.. Lente, pesanti e opprimenti..  Col solo desiderio di marcare, di segnare quel Viso arido di Gesti.. E che non lasciano la solita Scia bavosa, ma spesse striature rossastre.. Che pulsano di Vita e Dolore. Perché Lei vuole.. Pulsare di Vita e di Dolore.. Vuole Segni sul suo Corpo e impronte sul suo Cuore. Vuole gridare, vuole ballare, vuole confondersi fra la Gente e perdere il Controllo.
VuoleVuoleVuole.
Intanto vive una Vita riflessa.. Vive nelle Vite degl’Altri. Sopravvive con i loro Sorrisi, le loro Parole, i loro Pensieri e le loro Movenze. Sopravvive. Osserva quel grande Spettacolo e recluta i migliori Attori per le sue Sceneggiate notturne.. Sceglie le Maschere, i Costumi, inventa Situazioni e i Dialoghi. Nelle Notti come questa, che sente il Peso del Vuoto che inesorabilmente  avanza, che sente i Singhiozzi, i Sospiri, il Metallo e il Velluto. Le Notti che il Sonno non giunge e non giungerà. Le Notti che sente in Bocca la Consapevolezza del Fallimento. Le Notti che finge Ricordi.
Le Notti che.
Esili Fanciulle in Nero, stavolta. Diafane e bellissime Creature ch’elegantemente si dondolano su Fragili Altalene di Sterpi. Questo è l’inizio della Storia, stanotte.. Ed il suo Seguito potrebbe anche non giunger mai.   

 


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( domenica, 01 maggio 2005; 12:12 )

Respiro amaro, mentre mi scruti con il tuo pacato Sguardo d’Autunno.. Occhi di Foglia morente che perlustrano silenziosi ogni singolo Centimetro della mia Pelle, alla ricerca di una piccola Ferita grazie alla quale poter entrare e finalmente parlarmi.. Visionare i miei Pensieri e scoprirmi. Avresti molteplici Vie d’Entrata, sai, Folletto bastardo? (Questa è la Lama che ha sospirato, questa la Lama che ha afflitto, questa la Lama che ha donato Equilibrio). Le avresti.. Già.., Ma non riuscirai a graffiar via la Patina lucida e brillante che le ricopre e le protegge.. -Piccolo Dono di fiabesche Creature dai Corpi appena Velati da seriche e fulgide Vesti-. Puoi leccarla, morderla.. E allora leccami, mordimi.. Ma resterò Statua di Cristallo inviolabile.. Gelida ed imperturbabile. Non mi sfioreranno più le tue piccole Labbra pulsanti, né le tue Mani magre e danzanti.. Solo Iridi su altre Iridi.. Fango su Pece e Cristallo che si abbandona al Mare.. Al tuo Mare.. Ate.CheSei.IlMare.
Contemplazione di due Mondi troppo vicini per trovar il Coraggio della Rivelazione.. E la Luna, questa Notte, no.. Non ci da Voce.
In Silenzio, affiancati a Me.. E percorriamo mesti  Viale Certezze confuse.
Senza Tocco, sollevami e disperdimi fra Sfumature Blu cobalto.
Fra Sfumature Blu cobalto sollevami e disperdimi.
Senza.Tocco.

 


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