., Un Pianoforte che spira Note d’Ebano,, Sussurra lieve impregnando la piccola Stanza d’imperlati Sospiri e sfumati Ricordi.,
Giochi di Biglie su fulgidi drappi di Seta.., Ad ornar le Pareti con splendide Cascate morbide e sature d’Eleganza.
Solo una Mano che s’agita nel Buio.. Ad accompagnar e sostenere la spietata Melodia, con silente Amarezza.
E’ il proiettarsi d’Ombre filiformi su Tappeti di dorate Foglie autunnali., Il riflettersi in un Cielo terso nascosto da bruni e possenti Rami., Il perdersi in Nottate d’Alabastro accompagnata da lievi e profumati Lumi., Il Ricercar Frammenti di Vita fra Ciottoli sbiaditi e dimenticati.
E scivolano le Dita, scivolano ancora e stridono sull’Aere pacifico. Movimenti mesti e suadenti, per la Platea d’Angeli dolci e lacrimanti.
Platea persa in amorevole Contemplazione.
( . . . )
Sfuma discreta la Sonata, sfuma il Torpore dell’Abbandono. Cade la Mano, a congiungersi con l’altra, sul Grembo, con fanciullesca Innocenza.
Il Mondo è troppo lontano.
Troppo lontano, per Lei.
Si distende languidamente, sul Pavimento umido di sterili Emozioni.. Come una piccola Bimba impaurita avvicina le Ginocchia al Petto.
Si spengono gl’Occhi, i Pensieri, i Gesti.
Insiste l’eco d’un Accordo perso, mancato, forse solo sognato..
Che mai più ritroverà.

‘.. Ti amo’ _virgola_ e ‘il Suo Nome’.
Lei, con un ‘Ti amo’ _virgola_ e ‘il Suo Nome’ in una tiepida Mattinata d’inizio Dicembre.
Lei, avvolta dal Frastuono della Città e, per un Attimo, immobile. Sguardo a Nord-Est fisso sulla Vetrina di un Negozio di Candele e Accessori per Camere da Letto. Intorno Studenti nevrotici ed eccitati per un imminente Partenza.
Immobile, Lei.
‘Ti amo’ _virgola_ e ‘il Suo Nome’.
Sembrava un Qualcosa di così semplice, così puro, così.. Normale.. , Sembrava.
Ed erano Occhi che si sgranavano, come se il loro dilatarsi potesse servire a trovar ‘qualcosa di più’, forse ‘qualcosa che non và’.. Insomma ‘Qualcosa’. Era il Pensiero che veleggiava verso un Non-Viso, una Non-Bocca, Non-Occhi, Non-Mani, Non-Corpo. Non.
La Voce. Quella.. Esisteva realmente. La Voce che, qualche Ora dopo l’avviluppò all’interno di un Aeroporto dalle odiose Pareti Color Beige.
‘Pronto? ’ .. ‘(…) Ciao..’ .
Proprio come ‘se Niente fosse’. Come nessun ‘Ti amo’ _virgola_ e ‘il Suo Nome’.
Voce Calda, sensuale e confortante. Soliti Auguri d’un buon Viaggio, solite Raccomandazioni. Solito(inesistente)Noi. E il sfilacciarsi, Tempo dopo, d’una Trama tenue e sottile. Trama di Sensazioni evanescenti e Perversioni. Illusioni d’un Futuro irraggiungibile e dai Tratti vagamente tragici.
Il Nulla, ora. Solo il Ricordo che aleggia, _Sfumatura indistinta_ , fra il Magma acido dei miei Pensieri. Piacevole, avvolgente come Manto d’Organza a sfumare nella Nebbia.
La ‘Tua’ Nebbia, intrigante e misteriosa.
.Un pò come un Addio, questo.. Da immaginare, si, come un Addio.


.Vuoto.
.Vuoto.
.Denso.
.Lacci emostatici a stringer l'Anima.
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.Non riesco a svegliarmi.
.Non più.

« Qui non c'è più calma, settembre ci porterà via con sé. »Questo è lo spazio dove puoi inserire una descizione su di te / su ciò che ami / su ciò che odi / sulla musica che ascolti / sui libri che leggi / sui film che guardi / su ciò che ti interessa. Una volta finito, cancella queste righe.
♪ 40 secondi di niente, Verdena