Ed è così.
Non c'è proprio niente da capire. C'è ch'è sempre la stessa, identica Storia.
No, non è vero. Non è per niente la stessa.
E' che ora non puoi più fingere. Non hai più la Gabbietta di Rame a proteggerti, Cristallia. Ti piaceva tanto, quella Gabbia, l'avevi decorata a puntino, avevi ordinato l'Interno con minuziosa Meticolosità: cascate di Broccato purpureo, Candelabri antichi, Sedie a Dondolo di Legno di Faggio, Bastoncini di Menta piperita sparsi per il Pavimento di Marmo chiaro, lucido. Niente era fuori Posto, Immagini di Abbracci liquidi, fluttuanti, la tua fittizzia Vita in Musica, i tuoi vecchi Ricordi sempre troppo poco importanti.
Tutto poteva apparire nitido e cauto, dal di fuori. Semplicità, Linearità. Le Sbarre della Gabbia pulite, luccicanti. C'era quasi da restarne abbagliati, c'era quasi da osservare in Silenzio, c'era da contemplare con Pacatezza un Interno armonico e sereno.
MARCiO.
Schifosamente marcio, quell'Interno.. E quel marcio, Cristallia, sai.. Può acquisire un Fetore, col Tempo; le Sbarre non sono poi così spesse. Non so come fai a non far trapelare quell'Odore stantio al di fuori, proprio non so come fai. Come facevi. La Gabbia era impenetrabile, non la si poteva penetrare soprattutto perchè non se ne sentiva il Bisogno. Perchè violare quel Microcosmo di assoluta Armonia? Perchè sporcare quel Disegno perfetto, dai Contorni delineati, senza Sbavature? Un vero Peccato, no, Cristallia? Un vero Peccato.
E la Gente stava ferma. Immobile. Erano ciechi, Gente che non percepiva le innumerevoli Imperfezioni presenti, l'Imperfezione di Te, lì dentro. Il Tanfo. IL TUO TANFO.
Ed era quello che tu volevi: Automi intorno a Te, insensibili, semplici, superficiali, automaticizzati dalla Quotidianità. Chi non facesse Domande, chi non minasse il tuo Equilibrio, il Discorso 'Io dentro la Gabbia/tu fuori dalla Gabbia perchè ciò che vedi è ciò che è, non c'è Bisogno di spingersi oltre'.
Questo pensavi e desideravi, non è così, Cristallia? E l'hai avuto, per tanto, tantissimo Tempo. E ti andava bene così; l'Atmosfera non era poi così male, la dentro.. Forse il tanfo neanche c'era , forse non lo percepivi. Anche il marcio non era poi così marcio. Il tuo Equilibrio era lì, impalpabile e perenne.
Ed ora?
Ora è un bel Problema, cara Cristallia. Il Microcosmo è intatto, le Sbarre sono poste alla giusta Distanza, ad incorniciare un Involucro per te perfetto, che perfetto ormai non è più. Perchè non hai più Automi intorno: hai chi sente, chi vede, chi percepisce, chi indaga, chi affronta, chi distrugge. Chi è in grado di percepire il nauseante Olezzo che proviene da lì dentro, chi si accorge che le Immagini fluttuanti sono troppo scmposte, troppo cupe, troppo fuori luogo, vede l'Ambiente intorno che contrasta con la tua Presenza. E s'interroga sul perchè, sul Motivo di questa immensa Dissonanza che straborda dalla Inferriate.
E tu non sei pronta, non sei proprio pronta per tutto questo. E ti ritrovi spiazzata, senza Armi, se non con il Silenzio ed il tuo essere sfuggente ed enigmatica , che ormai non incanta più, che ormai ha perso ogni sua Funzionalità; un'Arma scarica che non basta ad affrontare il nemico. Ed il Nemico, pian piano, se ne accorgerà. Anzi, già lo sta facendo. E tu, i tuoi Segreti li hai sempre ben nascosti, sotto quei Cuscini ai Piedi del Letto. Non salteranno fuori da soli, lo sai. E non possono, saltare fuori, sai bene anche questo. Hai resistito per Anni, in questa Situazione, ma ora? Ora che queste Voci s'insinuano persistenti e tentano di violarli dimmi, come si fa, Cristallia mia cara?
Vorresti solo un Ambiente asettico, intorno a Te, Frequenze lineari, senza Interferenze. Vorresti che le tue Sbarre non possano essere-non siano-manipolate.
Ma tutto ciò non è possibile, per quanto tu possa tentare. Non è proprio possibile. Ed ora sei in un bel Pastccio, Cristallia, proprio in un bel Pasticcio. Spera solo che il tuo Proiettore muto di Realtà immaginarie riesca a girare ancora (anche se io sento frequenti Cigolii) , spera di poter diventare imperturbabile.
Spera di poter diventare imperturbabile. Imperturbabile. I.M.P.E.R.T.U.R.B.A.B.I.L.E.
Con Amore,
tua per sempre,
B.A.
(Era il 12 Gennaio. Il tuo Respiro attraversava le Pareti e le mie Dita ancora vibravano di Te).
31 Dicembre 2007. Ore 23:55. Primo Fotogramma: ragazza s'un Divano a dividersi le doppie Punte dei Capelli con Aria stanca e distratta.
1 Gennaio 2008. Ora 00:02. Secondo Fotogramma: Ragazza s'un Divano a dividersi le doppie Punte dei Capelli con Aria stanca e distratta, disturbata da Qualcuno che si avvicina a Lei per mormorarle 'Auguri'.
Quella Ragazza risponde, ancora stanca e distratta.
Quella Ragazza sono io.
E ditemi se c'è qualcosa da festeggiare. Cosa cambia in 7 Minuti d'Orologio. Arriva il nuovo Anno, si conclude un Ciclo e se ne apre un altro? Non mi pare. Sono solo Numeri, alla fine, solo Numeri. E' tutto un girovagare Ciclico, soltanto Fasi, che una Fase caschi sotto il 7 o una sotto l'8 non mi pare faccia poi tanta differenza. Tutto è consequenziale. Non c'è niente da buttarsi alle Spalle, non c'è niente da dimenticare, forse ci sono solo i buoni Propositi.. Ma no, neanche quelli.
Bilanci del 2007? Li chiamiamo così?
Bilancio neutro. Forse. Sarà che io sono così dannatamente imperturbabile a tutto, così perennemente insoddisfatta e frustrata, che forse le cose succedono ed io nemmeno me ne accorgo. No. Non è così. C'è che le cose succedono, mi ci trovo in mezzo, alla fine può anche piacermi, lìlì, sul momento , ma poi mi passa.
C'è stata una Città nuova, ci sono state le sue Stradine antiche, c'è stato il suo Fiume, la sua Nebbia, le sue Pioggie e le sue enormi Pozzanghere, le sue Biciclette snervanti, la sua Gente non proprio affabile , a volte. C'è stata la sua Tranquillità, il suo troppo esagerato Silenzio, la sua Calma, il suo Affetto, a suo Modo, la sua Accoglienza, questa sì, da subito.
Ci sono stati tanti Visi, tante Mani, tante Labbra, tanti Occhiabbraccisorrisibacisilenzicarezze.
Chi, senza che nemmeno tu te ne accorga, dopo 4 Giorni di Conoscenza ti porta a dir Tutto di Te, a confidarti come mai avevi fatto, in una sera di Novembre , alle 4 del Mattino, sotto una Finestra semichiusa che 'chissà..forse qualcuno, da la dentro, ci guarda', e soprattutto, ti porta a non pentirtene.
Chi incontri per Caso, in un Posto dove proprio non avresti voluto essere, e quel Caso si trasforma in Quotidianità. Senza niente di speciale, ma preziosa così, proprio perchè limpida, serena, pacifica.
Chi ti diverte con Storie di Linee e Cerchi, che proprio non ce n'era bisogno, che tu già avevi capito Tutto.
Chi basta guardar in Viso per poter sorridere. Di quei Sorrisi semplici, spontanei, che sgombrano la Mente.
Chi sfugge, e tu sei troppo discreta per cercar di inseguire. Ma che nei Momenti di Sosta ti regala Melodie, a Volte gesti inconsueti, fra troppo Alcool e Rumori psichedelici, ma va bene così.
Chi ti stringe sotto un piccolo Ombrello in una Passeggiata umida alle 5 del Mattino. E due Occhi azzurri che ti accarezzano le Mani.
Chi, senza nemmeno conoscerti, si toglie il Cappello e te lo mette sulla Testa, perchè il Vento è troppo forte ed i tuoi Capelli svolazzano qua&la. Che compare, scompare, ricompare. E lascia il Segno, sulla Pelle e sulla Mente.
E poi chi ha incrociato la tua Strada per pochi Momenti fugaci, magari con un Collarino da Giullare, degli Omini rotondi e colorati ed un Viso ammaliante; magari con chitarre e bongas da suonare per i Vicoli della Strada , cantando in Attesa di qualche Spicciolo, e ti chiamava 'Mariposa' ; magari con due Baci dati solo per il troppo Alcool, ma con quel Sorriso che proprio non riesci a resistere, magari con un Palloncino giallo in una Notte di novembre, con un Viso Dolce e remissivo, che tu sai tutto quel che c'è dietro.
E poi chi sulla tua Strada si ci ferma, ma forse solo per riposarsi dopo una lunga Camminata, senza guardarsi troppo in Giro, senza fermarsi a pensare che forse, su quella Strada, qualcosa d'interessante può trovare.. O forse non le importa, semplicemente. Ed ha due Occhi sempre troppo tristi, un Sorriso spesso troppo debole e ti bacia la Guancia con Dolcezza prima d'andar a dormire.
Ed infine ci sei Tu. Tu che perdi, che ritrovi, che pensi 'NienteE'CambiatoAncheSeTuttoE'Diverso', a volte, per poi renderti conto che molto, di diverso, c'è eccome. Che allontani, che riavvicini. Tu, sempre più chiusa e diffidente, sempre più circospetta, sempre più fredda e distaccata, sempre più selettiva e impenetrabile. Ma sempre più trasparente per chi quella Trasparenza la sa notare senza che tu la lasci trasparire. Quella che non si maschera, quella che se ne frega, quella che puoi odiare o amare disperatamente. Quella che ascolta e spesso non parla. Quella che pensa troppo, quella che 'Oh, no, tu non sei una Farfalla.. Sei un Ragno.. Si, un Ragno.. Silenziosa, calma, ti guardi intorno e tessi la tua Tela..' , quella che non sa contenere gli Scatti d'Ira quando beve troppo, quella che perdona, quella che non dimentica, quella che usa l'indifferenza non come arma, nè come difesa, quella che proprio non la usa, dato che arriva spontaneamente, ma che sa far male da morire, così. e lo sa. Quella che sta sempre in Bilico, a chiedere se un Futuro per Lei ci sarà.
E allora, chiedo solo questo, per il nuovo Anno: un Futuro. Mantenere ciò che ho avuto, per natura, o che ho conquistato, grazie a me e alle Circostanze. Solo questo. Se qualcosa, in più dovrà arrivare, lo accoglierò a Braccia aperte. Per ora, mi basta ciò che ho. E può non sembrare, ma vi assicuro che è tanto. Tantissimo.
Buon Anno.